Libertà vigilata

Qualche giorno fa è stato pubblicato su internet questo report su censura e libertà di accesso a internet con una lista dei peggiori paesi. Ovviamente tra i paesi segnalati come gravemente carenti compaiono i soliti nomi noti Cina, Vietnam, Arabia Saudita, ecc,  paesi che non hanno certo nel welfare state un obiettivo primario. La cosa però interessante è la presenza di due paesi particolari, il primo è la Corea del Sud che, pur non essendo certo un esempio luminoso di rispetto dei diritti civili, ha un’altissima percentuale di cittadini connessi alla rete, mentre l’altra pecora nera è un paese ricco e provate un po’ ad indovinare qual’è… Come dite, Italia? Malfidati, stranamente no, è l’Australia! Questo perchè pare che una nuova legge a scopo precauzionale limiti la libertà di navigazione. Quindi stavolta a differenza di molti indici sulla libertà di stampa convenzionale non compare l’Italia, anche se temo che sarà vero ancora per poco. Questo perchè la tecnologia è fortemente sottovalutata dalle nostre parti (esiste una legge chiara ad esempio sulla fotocopia dei libri ma non sul file sharing), e questo fin che regge potrebbe essere una grossa fortuna per blogger e affini.

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