L’anno ciclistico dei ritorni parte sotto il segno dei giovani. Intanto sabato lo svedesino Lovquist classe ’84 si è aggiudicato quella che, solamente alla terza edizione, è già una piccola classica, la Montedeipaschi Strade Bianche, corsa con brevi muri in pavè che pur non avendo il fascino di quelli delle fiandre lascia comunque un segno perchè immersa nella campagna senese su vecchie carrettiere storiche, le strade bianche per l’appunto. E aldilà del talento Lovquist, che già l’anno scorso s era visto in gran forma sopratutto a cronometro, in gran spolvero anche un altro talentino classe ’82, Linus Gardemann pronto, dopo anni di disavventure fisiche, al salto di qualità definitivo magari anche in vista delle grandi corse a tappe. E a proposito di corse a tappe ha preso il via la Parigi-Nizza con un cronoprologo da quasi 8 Km dove a vincere è stato manco a dirlo Contador, che già si era aggiudicato la Vuelta a Murcia una decina di giorni fa, che ha staccato fenomeni dei prologhi come Wiggins campione olimpico dell’inseguimento. Invece la seconda tappa per velocisti è stata vinta dal tedesco Haussler con terzo un comunque tonico Mirco Lorenzetto velocista classe ’81 che tiene duro anche in brevi salite e secondo me da tenere d’occhio in chiave Milano-Sanremo. E tra due giorni parte la Tirreno-Adriatico, se il buongiorno si vede dal mattino si prospetta una grande annata di ciclismo, con un grandissimo Giro, un grande Tour e un mondiale difficile come non si vedeva dal 95 in Colombia(arrivo Olano Indurain Pantani tanto per gradire). Peccato solo manchi Cannavò per goderselo.
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